Deserto e rinascita 2018

Eccoci all’arrivo nel Riad a Marrakech! Siamo 17 anime che non si erano mai conosciute prima, riunite insieme con un unico intento: lasciare le zavorre nel deserto e tornare alleggerite, pronte a MANIFESTARE la vita dei propri sogni.

CI SIAMO RIUSCITE?  (te lo dico dopo)

Per chi non lo sa: I RIAD sono ville dentro la medina (città vecchia, dentro le mura) che appartenevano a persone facoltose, in seguito ristrutturate come hotel.

Dopo cena, nel riad, abbiamo fatto un giro di presentazione e alleggerito subito l’atmosfera dei “non so”, “sarò accettata?” “sarò all’altezza delle altre?” Tutte le paure, i condizionamenti e i giudizi si concentravano in quel primo incontro……

In un lampo di comprensione, quel famoso AH! che si pronuncia quando ci si sente sollevati, tutte abbiamo capito che il GIUDIZIO era morto, da subito. Nessun giudizio… che senso di libertà! Si poteva parlare, esprimerci, che meraviglia! Tatiana ha subito parlato delle sue simpatiche antenate-streghe, che allontanano e sottomettono gli uomini, e mano a mano tutte le altre donne hanno accennato al motivo del loro viaggio/scoperta nel confronto col deserto e con noi altre donne/specchio.

La mattina dopo, partenza per il deserto. La nostra guida, Abdul (ribattezzato ADBUL da Giulia, e in seguito red bull) era un vero angelo… provvedeva ai nostri bisogni come ad esempio  toilette, acqua da bere, soste per pranzo in posti fantastici, té alla menta…. Che meraviglia avere degli uomini al nostro servizio! (poche di noi erano abituate a uomini gentili, disponibili e servizievoli!)

IL DESERTO

Un paesaggio che sa di infinito, di puro e di immenso. Luna, sole e sabbia. Albe e tramonti da urlo. Terra e cielo. E noi anime libere scopriamo la gioia di essere noi stesse e VEDIAMO finalmente la nostra bellezza, il deserto ce la mostra.

Spogliarsi del superfluo, permettersi di mettere l’anima a nudo è un privilegio che solo il deserto sa dare. Dalle parole di Isabella Rosa, poetessa, partecipante al viaggio dell’anno scorso:

La mia anima si libera tra l’immenso infinito, lá dove l’orizzonte non è una linea, ma morbide curve che con la loro sinuosità descrivono una bellezza femminile.
La mia bellezza.
Un silenzio che sembra musica , una musica che sa di presenza . 
Io sono qui.
Qui dove dovevo essere. 
Qui dove ho faticato per arrivare attraverso i “si” i “no” i “non so” e i condizionamenti. 
Qui dove il respiro si amalgama tra sudore e sabbia, una sabbia dorata che mi veste dell’abito più prezioso che io abbia mai indossato. 
Oltre la duna un campo di tende allestite con amore e accoglienza. 
Oltre le dune anime pure stanno riposando , scrivendo, meditando, conversando, respirando e amando la loro essenza. 
Ancora più in là un replicare di orizzonti, amorevoli dune in movimento. 
Dune e donna che bella risonanza.
In questo mio Qui e Ora stringo le mani al petto, faccio un inchino al Creato e mi regalo un grazie per essermi meritata tanto amore ❤️

Maria Rosa e la biodanza

La biodanza è una danza libera, con musiche di diverso tipo, con un tema. Ad esempio, si danza la gioia dell’essere, la condivisione dei cuori in coppia, guardandosi profondamente negli occhi, la consolazione della propria bambina interiore, la forza interiore… Ogni tema, un’emozione, un vissuto che emerge. La musica e il tema evocano sensazioni ed emozioni nascoste. Lavora e scava nell’inconscio, sanando ferite profonde.

Sulle dune la nostra biodanza diventava a dir poco magica. Mattina e sera danzavamo nelle valli sabbiose del deserto oppure sui tappeti della grande tenda berbera. La vigilia di luna piena abbiamo affondato i piedi in quella morbida sabbia al chiaro di luna, e al suono di una dolce musica abbiamo scritto e ballato i nostri desideri. La biodanza dà una voce potente all’anima e ha bisogno di SILENZIO. Ogni musica è in sintonia col linguaggio del deserto e cioè fare un vuoto nella mente per far emergere il canto dell’anima attraverso movimenti liberi e consapevoli.

Maria Rosa è facilitatrice di biodanza e comprende di cosa le persone hanno bisogno. Ogni brano musicale è stato preparato da lei con cura attraverso il collegamento della sua anima con quella delle partecipanti: è una vera e propria canalizzazione. Maria Rosa è stata ISPIRATA nella preparazione del lavoro! A chi non riesce al primo colpo ad esprimere la sua forza o la sua bellezza, Maria Rosa tende una mano per farle sprigionare le risorse. Ha trasformato la danza di Serenella, una sorella del gruppo,  in una vera danza di Maestà, suscitando emozioni e lacrime di gioia infinite. (racconto più avanti)

Alessandra (io)

Mi hanno definito “bambina”. La bambina interiore triste e sola che sono stata in passato non c’è più. Ora gioco, mi diverto, mi permetto di essere quella che sono. Ho ISTIGATO le persone a cantare insieme a me nel lungo viaggio in auto, nel deserto e perfino nel souk! Carla mi appoggiava e insieme trascinavamo le altre in sfrenati “balli del qua qua”, “Piccolo grande amore” e “siamo i Watussi”, suscitando l’ilarità dei passanti.

Ho ballato al suono dei tamburi intorno al fuoco berbero e intorno al tavolo l’ultimo giorno di deserto. Poi ho ascoltato tanto. Tante storie, tante persone che hanno arricchito la mia vita e da cui traggo spunto per essere sempre migliore. Ciò che mi manca lo hanno le altre e io mi permetto di prenderlo! Vi amo donne meravigliose che avete percorso un tratto del mio cammino!

Alloggio, cibo e cura

Non ho parole adatte a ringraziare lo staff che ha permesso il nostro soggiorno nel deserto. Le tende erano comode quasi come suites imperiali, il BAGNO (che l’anno scorso non avevamo) corredato di specchio e lavandino (un vero lusso sfrenato nel deserto), la sala da pranzo interna piena di tappeti e quadri locali, le due tende esterne per lavorare con a terra tappeti berberi, materassi, coperte e cuscini, comodissime.

Durante il viaggio da/verso il deserto Abdul, la guida responsabile dello staff, ci riforniva di acqua da bere  e assecondava i nostri bisogni di toilette, di cambi di auto, e quant’altro. Ci ha permesso di scoprire posti inesplorati, come l’oasi fiorita di suo fratello dove abbiamo pranzato all’andata, la casbah del ritorno col ristorante in terrazza, un luogo da mille e una notte.

Il cibo era ottimo, abbondante, sano! Insalate marocchine, cous cous di verdure (foto), frittate berbere, spremute di arancia e focaccine calde al mattino… per non parlare delle meravigliose merende!

Tè alla menta, caffè, biscotti e arachidi da 4 a 5 volte al giorno!!!!!

La luna

Grande protagonista.

La vigilia di luna piena, il pomeriggio verso le 17, nel viaggio verso il deserto qualcuno ha scattato questa foto a destra. Non è la luna, è una luce nella fotografia, ma la ritengo semplice MAGIA di buon auspicio, per noi e per tutti voi che ci leggete.

Abbiamo espresso i nostri desideri nella calda notte del 29 aprile, sulla duna più alta a contatto con l’energia lunare. Eravamo tutte luminose, avvolte dalla tenue luce che assorbe le ombre e ci mostra le possibilità anche nel buio.  Raccolte in silenzio abbiamo pensato a tutti voi. Che tutti tutti tutti possiate realizzare i vostri sogni, trasformare la vostra vita in infinitamente felice e piena d’amore, al di là dei limiti e dei problemi attuali che sentite. 

La storia di Serenella

Dal primo giorno Serenella rimaneva in disparte. Sempre gentile, quasi ossequiosa, anteponeva i bisogni delle altre ai suoi. A un certo punto non ce l’ha più fatta ed ha chiesto un colloquio con me. Come un fiume in piena è esplosa in un mare di emozioni, di racconti slegati della sua infanzia e adolescenza traumatica. Rimanevo zitta, l’ho ascoltata. Non ho giudicato né lei né i suoi carnefici.

Così è stato, le ho detto. Non puoi cancellare il passato, ma puoi riformulare la tua percezione di esso. Puoi vederlo come un’esperienza che ti ha insegnato qualcosa. (Siamo andate in cerca del dono). Siamo attori in questa vita e possiamo scegliere che ruolo interpretare. Certo puoi rimanere vittima a vita e vergognarti di te e del tuo passato, nessuno te lo impedisce. Ma è questo che vuoi? Mettiamo in scena una storia diversa! Raccontiamo a tutti, in terza persona, la Storia a lieto fine di Serenella!

Ce l’ha fatta.

Ha mandato avanti Donatella, un’attrice di teatro, una donna piena di fiducia nell’Universo come ce ne sono poche. Donatella le ha aperto la via, raccontando in terza persona un fatto della sua vita che l’aveva fatta soffrire. Una storia semplice, almeno in confronto a quella che ha vissuto Serenella, ma del resto chi può fare una classifica di quale storia sia più “grave” di un’altra? Conta quello che PERCEPIAMO della storia, non la storia in sé.

Dopo che Donatella aveva magicamente recitato la storia a lieto fine del suo “ex problema” Serenella ha affrontato il suo drago.

Ha parlato, ha raccontato con un incredibile distacco le scene che solo poco prima richiamavano la sua disperazione, la sua vergogna, la sua colpa. Non solo. La cronologia del suo racconto era perfetta, come una storia che si dispiega dall’inizio alla fine, cosa che prima, con me, era confusionaria e slegata. Ha inventato un lieto fine di donna libera, realizzata, sicura di sé, che non teme NIENTE e NESSUNO.

Le persone avevano le lacrime agli occhi.

Alla fine del racconto tutte le donne, una ad una, hanno abbracciato Serenella, complimentandosi con lei.

Ma la scena più emozionante è stata quando, al momento della  biodanza, con noi donne riunite in cerchio, Maria Rosa ha chiamato al centro Serenella, l’ha vestita, le ha messo il diadema e lo scialle invitandola a sfilare occhi negli occhi davanti a tutte le compagne, affinché mostrasse a tutte noi la sua MAESTA’.

Con grande cura, Maria Rosa ha restituito a Serenella il suo senso di valere, la sua REGALITA’. La sua forte personalità ha dato forza a quella di Serenella.

E così Serenella ha sfilato davanti a noi tutte col sorriso, la testa alta, la postura eretta, fiera di sé e del suo ESSERE, felice di VIVERE ed esprimere vitalità e amore. Al di là del dolore c’è l’essere, c’è l’amore.

Maria Rosa dal portamento elegante, col suo passato di attrice e indossatrice, ha trasmesso – e restituito – a Serenella la sua bellezza interiore ed esteriore.

“La personalità si sviluppa attraverso il contatto con un’altra personalità. Questo reciproco risvegliarsi ed illuminarsi di pensiero e pensiero, di volontà e volontà, è la sola, eterna, ovvia meraviglia della nostra vita” (E.G. Geijer)

Il punto di vista di Donatella dell’esperienza

Cosa mi aspettavo da questo viaggio?

In realtà null’altro che quietare la mia anima inquietata dagli ultimi eventi degli ultimi mesi. “Il deserto è il viaggio dell’anima” avevo sentito dire da una speaker radiofonica una sera in macchina. E questa cosa mi risuonava bene dentro. Peraltro il mio viaggio l’avevo già bello e prenotato. Wow!

Sono arrivata aperta a tutto l’ignoto che mi si poteva presentare durante il percorso con donne che non conoscevo. E pian piano ci siamo conosciute…senza fretta ma col cuore ansioso di voler condividere le proprie gioie, i propri dolori. E man mano si è creato un flusso naturale d’amore di condivisione di storie moderne che racchiudevano l’essenze di storie antiche velate solo da un tempo … senza tempo.

Ho ritrovato in ognuna delle mie compagne un pezzetto di me vecchio e nuovo, antico e moderno. E mi sono ricordata che l’anima del mondo è sempre li, gioiosa e gaudente, e siamo noi a dimenticarlo complicandoci la vita e che la condivisione senza filtri nutre e guarisce anche l’essere più ferito e morente che si possa immaginare.

Sentirsi sorelle ed anime affini pur nella considerevole diversità è stato il dono più grande che abbia ricevuto da questo viaggio.

Sentirsi uniti fuori dal tempo e dallo spazio: questo è stato il deserto per me!!! Cosa mi porto via nel cuore? L’aver costruito in poche ore dei legami che perdureranno oltre il tempo e lo spazio condiviso! L’aver potuto riscoprire, riconoscere ed apprezzare il femminile che può esserci in ogni uomo. L’aver aperto il cuore all’ignoto ed aver trovato…un tesoro. Grazie grazie grazie per questa grande crescita a tutte voi, a tutte noi.

Il punto di vista di Manuela dell’esperienza

Sono partita e mi sentivo come persa in un labirinto nel quale erano anni ed anni che giravo a vuoto senza trovare la via di uscita .Poi grazie al tuo aiuto e quello dello splendido GRUPPO di donne con il quale ho condiviso questa esperienza, ho visto la luce e voi mi avete teso il “filo d’Arianna “ per trovare la via.Ieri sera quando sono arrivata a casa stanca morta ho rivisto il nostro FILM ……Dal primo incontro all’aeroporto con parte delle ragazze al nostro “ciao arrivederci “di ieri mattina all’alba.Piano piano tra la confusione di pensieri ed emozioni (tantissime di tutti i tipi) ho visto la mia trasformazione.IL GRUPPOForte, unito da subito, tutte con il  grande coraggio di aprire il proprio cuore e confidare i propri segreti. (che non è mai così semplice )Nelle storia di ognuna di voi ritrovavo una parte di me, c’era sempre una parola un qualcosa che mi portava a dire “anche io mi sento così per questo o quell’altro motivo…anche io ho provato questo dolore…..”La solidarietà nell’incoraggiarsi e sostenerci è stata TANTA e meravigliosa, del tutto spontanea.Vorrei ringraziarle una ad una per nome ma se qualcuna di loro mi ha capita in questi giorni saprà che ho difficoltà a far sentire la mia voce …GRAZIE a TUTTE dal profondo del mio CUORE.ALESSANDRA Nel film che ho visto ieri sera mi sono accorta dell’effetto magico che ha avuto su di me il nostro colloquio privato.Il theta healing….ha lavorato in profondità.Confesso che senza accorgermene non ho più pensato al mio DOLORE, mi risuonano nelle orecchie le tue parole ( ricordo solo qualcosa del tipo …quello che era rimasto in me di lui o in lui di me che venga risucchiato via ecc)Cosa dire così ė stato… il suo pensiero non è più un dolore come prima di partire.MARIA ROSACi hai indicato la via per comunicare con grazie a donare per ricevereCi hai insegnato ad amarci ad esprimere la nostra femminilità ( e qui la nomino “Giulia” mia compagna di grazia e movimento 

😜

)GRAZIE GRAZIE GRAZIEI BERBERIMi è venuto spontaneo integrarmi con loro, avvicinarmi, chiacchierare.  Erano come angeli custodi, ci osservavano da lontano senza capire cosa facevamo e senza farsi notare ma sempre presenti all’occorrenza.

Nordeen (uno dei camerieri)con il suo sorriso (nonostante i denti 

😬

), la sua allegria, il suo condividere con noi, ricordo quando eravamo sedute sotto la tenda all’aperto in cerchio al pomeriggio per scrivere i nostri GRAZIE PER e lui seduto in fianco a te a guardarci incuriosito ma a suo modo partecipe. La sua gentilezza ed allegria, la sua voglia di divertirsi ballando il ballo del Qua Qua …..mi sembra di sentire la sua voce che mi chiama “hei  Manù”Hassan (il cuoco)quasi invisibile per me fino all’ultima sera, nonostante riguardando le foto adesso mi accorgo che era sempre vicino ma non lo vedevo.Ho riso spesso con lui in cucina, mi mostrava come preparava i nostri piatti, mi faceva il turbante in testa ecc…Uno sguardo che ti entra nel profondo del cuore, una gentilezza alla quale non ero abituata. Mi ha detto che sono BellaOVVIO …..SONO BELLISSIMA 🤣

😂

É la frase che mi sono sentita dire più spesso in tuta la settimana da ognuna di voi sin dal primo momento in aeroporto.Ikhalf……andava e veniva ,accompagna i turisti all’accampamento con la macchina e poi li porta in altri luoghi .Molto discreto, più di una volta abbiamo scambiato due chiacchierare fuori dal gruppo.È il primo che mi ha chiesto il numero di telefono ed anche con lui ci scriviamo, parliamo del suo lavoro che è stato anche il mio, cioè quello di accompagnare i turisti e farli sentire a proprio agio far vivere loro esperienze, mi mostra le foto di altri accampamenti, mi manda musica berbera perché l’altra sera mentre tutte ballavano intorno al tavolo io ero seduta in mezzo a loro e suonavo,dice che la prossima volta che torno faremo ancora della musica 

🎶

Abdul ……..Cosa dire …..un ANGELO protettore che vede ed ascolta Tutto sempre pronto ad accontentarci in ogni nostro desiderio o richiesta.GRAZIE GRAZIE GRAZIEI nostri Taxisti…….che ci hanno accompagnato e sono venuti a prenderci nel Deserto, pazienti nel concentrarsi nella guida nonostante il nostro continuo chiacchierare, cantare , mi scappa pipi ecc…..Oddio, se non facevano tutti quei sorpassi in curva…( e qui scusatemi ma devo nominarla “Luigina” che non guardava più la strada per non agitarsi 

*~X( sto impazzendo

  )…..GENTILEZZA da parte di tuttiDONARE quello che si ha senza per forza dover ricevere, solo per il piacere di farloSGUARDI calorosi forti ed intensi come abbracciAMORE 

💗

 tantoSono tornata più forte, anche se continuo a piangere nel leggere tutti i whatsapp lacrime di gioia, più determinata a farmi valere a dar voce ai miei pensieri.Grazie grazie grazie 

🙏

 Non riesco a dire altro

Il punto di vista di Serenella dell’esperienza

Il deserto mi ha donato una Consapevolezza di chi sono e cosa faccio, qual è il mio percorso e perché lo voglio fare e avere.Sono stata all’ascolto di chi mi circondava, delle loro storie che hanno fatto risonanza in me una ad una, alcun giudizio, pronta e aperta alla condivisione e alla conoscenza.Ho imparato tanto e ricevuto tanto da ognuna di loro e soprattutto da Alessandra che ha saputo ascoltarmi e dare valore al mio essere e dandomi la possibilità di raccontare la storia di Serenella in terza persona, da regista.

In nessun momento è emersa la vittima ma la riconoscenza del mio essere e sono state riconosciute da tutte le belle anime presenti e dalla forza dell’amore che prorompente ho ascoltato arrivare dal deserto e dal vento.Fiera di me e grata, del mio passato doloroso che mi ha rafforzato e indirizzata nel mio cammino per essere chi sono ora nell’ umiltà e pronta per evolversi sempre più nell’amore incondizionato e potente che ci circonda.Faccio e desidero essere una terapeuta per accompagnare chi vuole a guardarsi dentro per crescere accettarsi e migliorare. Questa esperienza mi ha dato la consapevolezza di meritare questo dono di empatia che ho….prima ero nella sofferenza di non meritare…Ora so che ho un messaggio da trasmettere!In un esercizio di biodanza abbiamo fatto esultare la nostra fierezza di essere donne e la nostra potenza e a un certo punto inaspettatamente Maria Rosa mi porta con delicatezza al centro del cerchio e veste il mio corpo con l’aiuto spontaneo e pronto di tutte, di quella femminilità e sessualità che fino a ieri nascondevo.Mi sono sentita una principessa accolta dagli altri ma soprattutto da me stessa e riconosciuta.E stato molto emozionante e forte nel mio cuore e nell’anima che per me è difficile riuscire a spiegarlo con parole.Quello che posso e sento di dirvi è che questo viaggio nel deserto ha aperto porte che non credevo neanche esistessero e lo consiglio vivamente a tutti.Io lo rifarò certa che il mio percorso di crescita è sempre in cammino.Non c’è alcun punto d’arrivo. …e il cammino il vero senso della vita.Fare questo cammino nel deserto apre nuovi orizzonti per ognuno di noi di trasformazione e riformulazione.Vi amo anime belle❤️Vi amo Alessandra e Maria Rosa❤️

Il punto di vista di Elissa nella chat whatsapp al ritorno      

Non ho molto altro da aggiungere, lascio spazio ai commenti delle partecipanti ai viaggi/seminari di quest’anno e dell’anno scorso. E a chi vuole, naturalmente!Per maggio 2019 io e Maria Rosa stiamo organizzando un nuovo viaggio… Guardalo QUI

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